Il nostro incontro con Dio è segnato dal perdono e impegna al perdono. Nel «Padre nostro» noi preghiamo: «Perdonaci… perché anche noi perdoniamo…». Ma la grettezza umana è sempre alla ricerca di una misura rassicurante. I rabbini, per esaltare la liberalità di Dio, dicevano che egli perdona tre volte. Pietro abbozza una proposta più generosa:… Leggi tutto
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«Il Signore è buono e grande nell’amore». Questa verità centrale della nostra fede deve risplendere sul nostro volto cristiano. Un episodio della vita di Madre Teresa accompagna, al riguardo, la nostra riflessione. «Un giorno nella casa di Calcutta portarono una donna raccolta dal marciapiede, che versava in condizioni disperate: aveva il corpo ricoperto di piaghe… Leggi tutto
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Dopo la riflessione sulla correzione fraterna, a conclusione del discorso ecclesiale, viene affrontato il tema del perdono. L’argomento è introdotto da una domanda dell’apostolo Pietro solo in apparenza innocente: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?» (Mt 18,21). La domanda di Pietro nasconde il… Leggi tutto
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Da scaricare e condividere con i parrocchiani: via messaggio, sui social, via email...
Il foglietto della domenica è pensato per i bambini che, insieme alle famiglie, vogliono prepararsi alla liturgia domenicale. Da stampare e distribuire in parrocchia!
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ℜ. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché sia sempre il segno visibile della misericordia del suo Signore e tutti gli uomini possano trovare in essa la gioia di essere capiti, accolti e perdonati in un clima di profonda umanità. Preghiamo: ℜ.
- ... Leggi tutto
Il personaggio che domina la trama di questa parabola è indicato all’inizio come re e poi come padrone. Dal momento che in greco il termine usato per designare il padrone è kyrios (lo stesso che viene usato per tradurre Signore) e che nelle parabole rabbiniche la figura del re è quasi sempre un’immagine di Dio,… Leggi tutto
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Nell’antico Oriente la prassi della tortura era finalizzata a fare rivelare ricchezze nascoste oppure a fare muovere a compassione gli amici del malcapitato perché raccogliessero la somma necessaria a farlo liberare. Ma nel nostro caso è evidente che nessuno riuscirà a mettere insieme una cifra che probabilmente era superiore a tutto il denaro in circolazione… Leggi tutto
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Le dimensioni dell’ammontare del debito sono volutamente irrealistiche ed equivalgono a cinquanta volte il gettito fiscale della Galilea e della Perea. Gesù pone l’esempio di un uomo con cui è impossibile identificarsi e accentua il contrasto tra la cifra spropositata del primo debitore e quella tutto sommato modesta del secondo. L’espressione «diecimila talenti» faceva colpo… Leggi tutto
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Effettivamente non molta. Pietro aveva chiesto quante volte avrebbe dovuto perdonare chi avesse peccato contro di lui, mentre il succo della parabola non riguarda la frequenza del perdono, ma la necessità di concedere il perdono in quanto si è stati perdonati. La vera novità introdotta dalla parabola è istituire un nuovo principio nei rapporti umani:… Leggi tutto
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La risposta di Gesù è ambigua perché l’espressione hebdomēkontakis hepta può essere intesa sia «77 volte» (come appare dal confronto con l’ebraico in Gen 4,24), sia «490 volte» ovvero «70 volte 7», come di solito viene qui tradotto. In ogni caso si tratta di un numero che supera di gran lunga la supposizione di Pietro… Leggi tutto
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Naturalmente no, il massimo che si sia mai ricavato dalla vendita di uno schiavo risulta essere un talento, quindi ne restavano 9999 da rifondere… Ma è chiaro che la decisione è dettata dal desiderio di rivalsa nei suoi confronti. Alcuni fanno notare che la legge mosaica vietava la schiavitù per debiti, ma nella prassi poteva… Leggi tutto
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